Sulla gentilezza si costruisce la forza

 

"Better people make better people". Norman Maxwell parte da questo concetto prima di andare ad analizzare, questo sarà il lavoro di tutta una settimana,  skill individuali e una visione di gioco.

L'All Blacks CLinic si è aperto ufficialmente domenica 25 agosto. I ragazzi, 42 in arrivo dall'Italia ma anche dall'estero (da Belgio, Grecia e Slovenia) sono stati accolti dallo staff.

Sbrigate le pratiche di registrazione, con i bagagli già sistemati in albergo a cura dell'organizzazione, la cena di benvenuto in Bislunga si è svolta in un clima sereno e allegro.

La sera il primo incontro di presentazione per impostare il lavoro. Lo avreste immaginato che dietro ai campioni del mondo c'è innanzitutto la gentilezza? Partire da un 'buongiorno', accorgersi di che cosa il compagno ha bisogno, sorridere e incoraggiare. Si parte da qui per costruire la forza in campo.

Insieme è l'altra parola chiave. Per spiegarla gli All Blaks usano una canzone Maori, Tutira mai nga iwi, Tatou ta tou e... (Stand together people, All of us, all of us). Non siamo mai soli ma prendiamo forza dai nostri compagni. 

Lunedì, la settimana inizia carichi di queste emozioni. I ragazzi vengono divisi in quattro gruppi di lavoro che prendono il nome da quattro grandi campioni: Richie McCaw, John Kirwan, Jonah Lomu, Dan Carter. E poi tutti in campo. Ribaltando la prospettiva a cui siamo abituati: a turno uno dei ragazzi osserva, analizza e giudica l'esercizio svolto dai compagni. Bisogna sbagliare, e sbagliare ancora ma soprattutto riconoscere gli errori per potersi migliorare. 

 

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